Parrocchie di Campoverde, Salò e Villa


Leggi il messaggio dal Parroco  


SS. messe alle 9:00 e 18:30






Questo sito nasce in questo momento di difficoltà dovuta all’epidemia di corona virus allo scopo di aiutare i parrocchiani nella loro preghiera, in questa quaresima che non ci sarà possibile vivere assieme.
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Per suggerimenti e proposte silvia@campoverde.org

Avvisi

S. Messe feriali:
7:15 alla Visitazione in Fossa; 9:00 a San Bernardino; 17:30 a San Giuseppe;
18:00 a Villa (Lun-Mer) o Campoverde (Gio-Ven); 18:30 in Duomo

S. Messe festive: Stesso orario prefestivo e festivo precedente all’emergenza, restano sospese, per ora, la prefestiva delle 18.00 a Renzano e quella festiva delle 7.30 al Muro
Prefestive: 18:00 a Campoverde; 18:30 a Villa e in Duomo
Festive: 9:00 San Bernardino; 9:30 a Villa e in Duomo;
10:00 a san Giuseppe; 11:00 a Campoverde e in Duomo;
17:00 a San Bernardino; 18:30 in Duomo.

    Perdon d'Assisi

6 agosto 2020

Trasfigurazione del Signore

Sant'Ormisda,
San Domenico

La gloria di Dio si riflette un poco nelle sue opere come il sole nell'acqua.

Beata Benedetta Bianchi Porro

    Versione ridotta    Misteri luminosi

Dal libro del profeta Danièle Dn 7,9-10.13-14

Io continuavo a guardare, quand'ecco furono collocati troni e un vegliardo si assise. La sua veste era candida come la neve e i capelli del suo capo erano candidi come la lana; il suo trono era come vampe di fuoco con le ruote come fuoco ardente. Un fiume di fuoco scorreva e usciva dinanzi a lui, mille migliaia lo servivano e diecimila miriadi lo assistevano. La corte sedette e i libri furono aperti. Guardando ancora nelle visioni notturne, ecco venire con le nubi del cielo uno simile a un figlio d'uomo; giunse fino al vegliardo e fu presentato a lui. Gli furono dati potere, gloria e regno; tutti i popoli, nazioni e lingue lo servivano: il suo potere è un potere eterno, che non finirà mai, e il suo regno non sarà mai distrutto.

Salmo Responsoriale Sal 96 (97)

R Il Signore regna, il Dio di tutta la terra.

Il Signore regna: esulti la terra,
gioiscano le isole tutte.
Nubi e tenebre lo avvolgono,
giustizia e diritto sostengono il suo trono.

I monti fondono come cera davanti al Signore,
davanti al Signore di tutta la terra.
Annunciano i cieli la sua giustizia,
e tutti i popoli vedono la sua gloria.

Perché tu, Signore,
sei l'Altissimo su tutta la terra,
eccelso su tutti gli dèi.

Dal Vangelo secondo Matteo Mt 17,1-9

In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui. Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Signore, è bello per noi essere qui! Se vuoi, farò qui tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Egli stava ancora parlando, quando una nube luminosa li coprì con la sua ombra. Ed ecco una voce dalla nube che diceva: «Questi è il Figlio mio, l'amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo». All'udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. Ma Gesù si avvicinò, li toccò e disse: «Alzatevi e non temete». Alzando gli occhi non videro nessuno, se non Gesù solo. Mentre scendevano dal monte, Gesù ordinò loro: «Non parlate a nessuno di questa visione, prima che il Figlio dell'uomo non sia risorto dai morti».

La Riflessione

Dall'omelia di mons. Arturo Aiello del 06/08/09

In fondo, la visione del mondo, dell’uomo e della nostra vita, parte dall’angolazione da cui la guardiamo. Quindi, se vedi tutto scuro, tutto negativo, tutto marcio, è a causa della tua angolazione; se vedi tutto bello, tutto fiorito, tutto in fase di primavera, dipende dagli occhiali che hai inforcato. Gli occhiali dicono molto di noi e, purtroppo, a seconda dei casi - ma può essere anche una grazia - trasformano la realtà. Quindi, siamo invitati, alla luce della Parola di oggi, a trasfigurare la nostra realtà: tutto dipende da quello che vedi, ma quello che vedi è quello che vuoi vedere, e quello che vuoi vedere dipende dall’angolazione con cui ti poni nel guardare il mondo. Se ci fate caso, questa piccola verità, questo concetto così semplice, è prologo di una trasformazione della nostra vita; guardare il mondo con gli occhi di Cristo, guardare il mondo dal versante dell’eternità, guardare il mondo, le cose e la vita, dal versante della spiritualità, da un quadro totalmente diverso: quella che vediamo è la stessa realtà, ma un fotografo realizza una foto artistica, a differenza di un principiante che semplicemente riproduce la realtà. A volte, ci chiediamo com’è che ci possa essere una fotografia artistica. C’è e dipende molto dall’apertura dell’obiettivo e da tutte le cose che conoscete, ma soprattutto dall’angolazione e dalla possibilità di percepire la luce in una maniera o in un’altra.
La luce, al tramonto, è una luce calda, nel senso dei colori, non dà fastidio, anzi, accarezza le cose. La luce della Trasfigurazione è così: è una luce calda, è una luce oltre l’invisibile, è una luce dentro le pietre, una luce dentro gli eventi, una luce dentro i dolori, una luce dentro i fallimenti, una luce laddove non ci aspetteremmo di trovarla, nel fango. C’è luce anche nel fango? Sì, se hai occhi per vedere la luce. E, allora, ci auguriamo tutti, vicendevolmente, d’avere occhi luminosi e illuminanti, occhi che vedono oltre il visibile: il visibile lo vediamo tutti, ma bisogna cogliere l’invisibile, che è sotto la scorza, sotto pelle, oltre l’evidenza, oltre l’accaduto, oltre l’evento, che è dentro la formula chimica dell’acqua (H2O non dice niente, ma “chiare, fresche e dolci acque” diceva molto al Petrarca…). Chiediamo a Gesù la grazia di intravedere. Questa è la trasfigurazione: non è ancora una visione piena - quella l’avremo alla fine della nostra vita - ma adesso possiamo intravedere.

5 agosto 2020

Mercoledì della XVIII settimana del T.O.

Sant'Osvaldo,
San Paride

Bisogna stare nell'esercizio frequente della preghiera che è
la scuola dove s'impara ogni virtù

Santa Veronica Giuliani

    Versione ridotta    Misteri luminosi

Dal libro del profeta Geremìa Ger 31,1-7

«In quel tempo – oracolo del Signore –
io sarò Dio per tutte le famiglie d’Israele
ed esse saranno il mio popolo.
Così dice il Signore:
Ha trovato grazia nel deserto
un popolo scampato alla spada;
Israele si avvia a una dimora di pace».

Da lontano mi è apparso il Signore:
«Ti ho amato di amore eterno,
per questo continuo a esserti fedele.
Ti edificherò di nuovo e tu sarai riedificata,
vergine d’Israele.
Di nuovo prenderai i tuoi tamburelli
e avanzerai danzando tra gente in festa.
Di nuovo pianterai vigne sulle colline di Samarìa;
dopo aver piantato, i piantatori raccoglieranno.
Verrà il giorno in cui le sentinelle grideranno
sulla montagna di Èfraim:
“Su, saliamo a Sion,
andiamo dal Signore, nostro Dio”.
Poiché dice il Signore:
Innalzate canti di gioia per Giacobbe,
esultate per la prima delle nazioni,
fate udire la vostra lode e dite:
“Il Signore ha salvato il suo popolo,
il resto d’Israele”».

Salmo Responsoriale Ger 31,10-13

R Il Signore ci custodisce come un pastore il suo gregge.

Ascoltate, genti, la parola del Signore,
annunciatela alle isole più lontane e dite:
«Chi ha disperso Israele lo raduna
e lo custodisce come un pastore il suo gregge».

Perché il Signore ha riscattato Giacobbe,
lo ha liberato dalle mani di uno più forte di lui.
Verranno e canteranno inni sull’altura di Sion,
andranno insieme verso i beni del Signore.

La vergine allora gioirà danzando
e insieme i giovani e i vecchi.
«Cambierò il loro lutto in gioia,
li consolerò e li renderò felici, senza afflizioni».

Dal Vangelo secondo Matteo Mt 15,21-28

In quel tempo, Gesù si ritirò verso la zona di Tiro e di Sidòne. Ed ecco, una donna cananea, che veniva da quella regione, si mise a gridare: «Pietà di me, Signore, figlio di Davide! Mia figlia è molto tormentata da un demonio». Ma egli non le rivolse neppure una parola.

Allora i suoi discepoli gli si avvicinarono e lo implorarono: «Esaudiscila, perché ci viene dietro gridando!». Egli rispose: «Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d’Israele».

Ma quella si avvicinò e si prostrò dinanzi a lui, dicendo: «Signore, aiutami!». Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». «È vero, Signore – disse la donna –, eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni».

Allora Gesù le replicò: «Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri». E da quell’istante sua figlia fu guarita.

La Riflessione

Dall'omelia di mons. Nunzio Galantino del 20/08/17

Questa che a noi sembra una pagina intenta a riportare uno dei tanti interventi di Gesù a favore di una persona bisognosa, è di fatto una pagina che sconvolge il modo comune di pensare e di vivere la fede. La fede di Israele infatti si nutre di preghiera rituale, di osservanza del sabato, di offerte e di sacrifici. Un po’ come capita a tanti di noi ancora oggi; soprattutto quando pensiamo che una cerimonia a vaga trama religiosa possa bastare per farci sentire a posto.

La liturgia della Parola di oggi si sottrae e ci sottrae a tutto questo! Qui c’è solo una invocazione che nasce dal profondo di una vita segnata dalla sofferenza e dal senso di impotenza di una mamma: «Signore aiutami!».
È questa la grande rivoluzione portata da Gesù. È questa la fede che gli fa dire: «Donna, grande è la tua fede!».
Fede grande è quella di chi porta ai piedi del Signore la propria storia, domandando a Lui di raddrizzarla, di darle un senso. La donna prega perché la sua storia di mamma possa avere ancora un senso, continuando ad avere accanto una figlia a cui dedicarsi.
Matteo chiude il brano con l’annotazione: «Da quell’istante sua figlia fu guarita!». Ecco la grande speranza che si apre dinanzi a noi oggi: se andiamo davanti al Signore, ricchi solo della nostra vita (speranza, progettualità, lacrime, sconfitte che talvolta assomigliano tanto a mazzate mortali) – quando ci presentiamo davanti a Lui così, semmai con la stessa fiducia insistente della donna cananea – allora il Signore non potrà non guardare con occhio e cuore paterni la nostra preghiera, quella radicata nelle pieghe più riposte della nostra vita.

4 agosto 2020

Memoria di San Giovanni Maria Vianney

San Giovanni Maria Vianney,
Santi Giustino e Crescenzio

La preghiera è un bagno d'amore in cui l'anima si tuffa

San Giovanni Maria Vianney

    Versione ridotta    Misteri luminosi

Dal libro del profeta Geremìa Ger 30,1-2.12-15.18-22

Parola rivolta a Geremia da parte del Signore:

«Così dice il Signore, Dio d’Israele:
Scriviti in un libro tutte le cose che ti ho detto.

Così dice il Signore:
La tua ferita è incurabile,
la tua piaga è molto grave.
Nessuno ti fa giustizia;
per un’ulcera vi sono rimedi,
ma non c’è guarigione per te.
Ti hanno dimenticato tutti i tuoi amanti,
non ti cercano più;
poiché ti ho colpito come colpisce un nemico,
con un castigo spietato,
per la tua grande iniquità,
perché sono cresciuti i tuoi peccati.
Perché gridi per la tua ferita?
Incurabile è la tua piaga.
Ti ho trattato così
per la tua grande iniquità,
perché sono cresciuti i tuoi peccati.

Così dice il Signore:
Ecco, cambierò la sorte delle tende di Giacobbe
e avrò compassione delle sue dimore.
Sulle sue rovine sarà ricostruita la città
e il palazzo sorgerà al suo giusto posto.
Vi risuoneranno inni di lode,
voci di gente in festa.
Li farò crescere e non diminuiranno,
li onorerò e non saranno disprezzati;
i loro figli saranno come un tempo,
la loro assemblea sarà stabile dinanzi a me,
mentre punirò tutti i loro oppressori.
Avranno come capo uno di loro,
un sovrano uscito dal loro popolo;
io lo farò avvicinare a me ed egli si accosterà.
Altrimenti chi rischierebbe la vita
per avvicinarsi a me?
Oracolo del Signore.

Voi sarete il mio popolo
e io sarò il vostro Dio».

Salmo Responsoriale Sal 101 (102)

R Mostraci, o Dio, il tuo splendore.

Le genti temeranno il nome del Signore
e tutti i re della terra la tua gloria,
quando il Signore avrà ricostruito Sion
e sarà apparso in tutto il suo splendore.
Egli si volge alla preghiera dei derelitti,
non disprezza la loro preghiera..

Questo si scriva per la generazione futura
e un popolo, da lui creato, darà lode al Signore:
«Il Signore si è affacciato dall’alto del suo santuario,
dal cielo ha guardato la terra,
per ascoltare il sospiro del prigioniero,
per liberare i condannati a morte.

I figli dei tuoi servi avranno una dimora,
la loro stirpe vivrà sicura alla tua presenza.
Perché si proclami in Sion il nome del Signore
e la sua lode in Gerusalemme,
quando si raduneranno insieme i popoli
e i regni per servire il Signore.

Dal Vangelo secondo Matteo Mt 15,1-2.10-14

In quel tempo alcuni farisei e alcuni scribi, venuti da Gerusalemme, si avvicinarono a Gesù e gli dissero: "Perché i tuoi discepoli trasgrediscono la tradizione egli antichi? Infatti quando prendono cibo non si lavano le mani!".
Riunita la folla, Gesù disse loro:" Ascoltate e comprendete bene! Non ciò che entra nella bocca rende impuro l'uomo!".
Allora i discepoli si avvicinarono per dirgli: "Sai che i farisei, a sentire questa parola, si sono scandalizzati?".
Ed egli rispose: "Ogni pianta, che non è stata piantata dal padre mio celeste, verrà sradicata. Lasciateli stare! Sono ciechi e guide di ciechi. E quando un cieco guida un altro cieco, tutti e due cadranno in un fosso!".

La Riflessione

Dalla lettera di Papa Benedetto XVI per l'indizione dell'anno sacerdotale del 16/06/09

Era giunto ad Ars, un piccolo villaggio di 230 abitanti, preavvertito dal Vescovo che avrebbe trovato una situazione religiosamente precaria: “Non c’è molto amor di Dio in quella parrocchia; voi ce ne metterete”. Era, di conseguenza, pienamente consapevole che doveva andarvi ad incarnare la presenza di Cristo, testimoniandone la tenerezza salvifica: “[Mio Dio], accordatemi la conversione della mia parrocchia; accetto di soffrire tutto quello che vorrete per tutto il tempo della mia vita!”, fu con questa preghiera che iniziò la sua missione. Alla conversione della sua parrocchia il Santo Curato si dedicò con tutte le sue energie, ponendo in cima ad ogni suo pensiero la formazione cristiana del popolo a lui affidato. Cari fratelli nel Sacerdozio, chiediamo al Signore Gesù la grazia di poter apprendere anche noi il metodo pastorale di san Giovanni Maria Vianney! Ciò che per prima cosa dobbiamo imparare è la sua totale identificazione col proprio ministero. In Gesù, Persona e Missione tendono a coincidere: tutta la sua azione salvifica era ed è espressione del suo “Io filiale” che, da tutta l’eternità, sta davanti al Padre in atteggiamento di amorosa sottomissione alla sua volontà. Con umile ma vera analogia, anche il sacerdote deve anelare a questa identificazione. Non si tratta certo di dimenticare che l’efficacia sostanziale del ministero resta indipendente dalla santità del ministro; ma non si può neppure trascurare la straordinaria fruttuosità generata dall’incontro tra la santità oggettiva del ministero e quella soggettiva del ministro. Il Curato d’Ars iniziò subito quest’umile e paziente lavoro di armonizzazione tra la sua vita di ministro e la santità del ministero a lui affidato, decidendo di “abitare” perfino materialmente nella sua chiesa parrocchiale: “Appena arrivato egli scelse la chiesa a sua dimora... Entrava in chiesa prima dell’aurora e non ne usciva che dopo l’Angelus della sera. Là si doveva cercarlo quando si aveva bisogno di lui”, si legge nella prima biografia.

3 agosto 2020

Lunedì della XVIII settimana del T.O.

Santa Lidia,
Sant’Asprenato

La paura mi fa indietreggiare;
con l’amore non soltanto vado avanti, ma volo.

Santa Teresa di Lisieux

    Versione ridotta    Misteri luminosi

Dal libro del profeta Geremìa Ger 28,1-17

In quell’anno, all’inizio del regno di Sedecìa, re di Giuda, nell’anno quarto, nel quinto mese, Ananìa, figlio di Azzur, il profeta di Gàbaon, mi riferì nel tempio del Signore sotto gli occhi dei sacerdoti e di tutto il popolo: «Così dice il Signore degli eserciti, Dio d’Israele: Io romperò il giogo del re di Babilonia! Entro due anni farò ritornare in questo luogo tutti gli arredi del tempio del Signore che Nabucodònosor, re di Babilonia, prese da questo luogo e portò in Babilonia. Farò ritornare in questo luogo – oracolo del Signore – Ieconìa, figlio di Ioiakìm, re di Giuda, con tutti i deportati di Giuda che andarono a Babilonia, poiché romperò il giogo del re di Babilonia». Il profeta Geremìa rispose al profeta Ananìa, sotto gli occhi dei sacerdoti e di tutto il popolo, che stavano nel tempio del Signore. Il profeta Geremìa disse: «Così sia! Così faccia il Signore! Voglia il Signore realizzare le cose che hai profetizzato, facendo ritornare gli arredi nel tempio e da Babilonia tutti i deportati. Tuttavia ascolta ora la parola che sto per dire a te e a tutto il popolo. I profeti che furono prima di me e di te dai tempi antichissimi profetizzarono guerra, fame e peste contro molti paesi e regni potenti. Il profeta invece che profetizza la pace sarà riconosciuto come profeta mandato veramente dal Signore soltanto quando la sua parola si realizzerà». Allora il profeta Ananìa strappò il giogo dal collo del profeta Geremìa, lo ruppe e disse a tutto il popolo: «Così dice il Signore: A questo modo io romperò il giogo di Nabucodònosor, re di Babilonia, entro due anni, sul collo di tutte le nazioni». Il profeta Geremìa se ne andò per la sua strada.
Dopo che il profeta Ananìa ebbe rotto il giogo che il profeta Geremìa portava sul collo, fu rivolta a Geremìa questa parola del Signore: «Va’ e riferisci ad Ananìa: Così dice il Signore: Tu hai rotto un giogo di legno, ma io, al suo posto, ne farò uno di ferro. Infatti, dice il Signore degli eserciti, Dio d’Israele: Pongo un giogo di ferro sul collo di tutte queste nazioni perché siano soggette a Nabucodònosor, re di Babilonia, e lo servano; persino le bestie selvatiche gli consegno». Allora il profeta Geremìa disse al profeta Ananìa: «Ascolta, Ananìa! Il Signore non ti ha mandato e tu induci questo popolo a confidare nella menzogna; perciò dice il Signore: Ecco, ti faccio sparire dalla faccia della terra; quest’anno tu morirai, perché hai predicato la ribellione al Signore». In quello stesso anno, nel settimo mese, il profeta Ananìa morì.

Salmo Responsoriale Sal 118 (119)

R Insegnami, Signore, i tuoi decreti.

Tieni lontana da me la via della menzogna,
donami la grazia della tua legge.
Non togliere dalla mia bocca la parola vera,
perché spero nei tuoi giudizi.

Si volgano a me quelli che ti temono
e che conoscono i tuoi insegnamenti.
Sia integro il mio cuore nei tuoi decreti,
perché non debba vergognarmi.

I malvagi sperano di rovinarmi;
io presto attenzione ai tuoi insegnamenti.
Non mi allontano dai tuoi giudizi,
perché sei tu a istruirmi.

Dal Vangelo secondo Matteo Mt 14,22-36

[Dopo che la folla ebbe mangiato], subito Gesù costrinse i discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull'altra riva, finché non avesse congedato la folla. Congedata la folla, salì sul monte, in disparte, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava lassù, da solo.
La barca intanto distava già molte miglia da terra ed era agitata dalle onde: il vento infatti era contrario. Sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare. Vedendolo camminare sul mare, i discepoli furono sconvolti e dissero: «È un fantasma!» e gridarono dalla paura. Ma subito Gesù parlò loro dicendo: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!».
Pietro allora gli rispose: «Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque». Ed egli disse: «Vieni!». Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. Ma, vedendo che il vento era forte, s'impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!». E subito Gesù tese la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?».
Appena saliti sulla barca, il vento cessò. Quelli che erano sulla barca si prostrarono davanti a lui, dicendo: «Davvero tu sei Figlio di Dio!».
Compiuta la traversata, approdarono a Gennèsaret. E la gente del luogo, riconosciuto Gesù, diffuse la notizia in tutta la regione; gli portarono tutti i malati e lo pregavano di poter toccare almeno il lembo del suo mantello. E quanti lo toccarono furono guariti.

La Riflessione

Dal discorso di Papa Giovanni XXIII del 19/02/59

Tutta la storia della Chiesa può compendiarsi in questo episodio. Lungo le varie epoche non sono mancate le tempeste: anche oggi non pochi soffrono sotto l'infuriare degli elementi avversi: ma la Chiesa vive. Anche là dove i fedeli godono di una certa pace, possono insorgere ansie o timori: ma tocca a noi di mantenere salda la fede onde non meritare, dopo la Resurrezione, dopo la discesa dello Spirito Santo, dopo tanti esempi luminosi, l'appunto del Signore che rimprovera la scarsità della fede.

Tante cose si agitano nel mondo: ma le parole del Signore non vengono mai meno. Che cos'è che dà vita a questa sicurezza? Sono i libri santi: è il Vangelo, ivi è l'intero indirizzo della vita della Chiesa. I Papi lo ripetono, lo spiegano, lo diffondono: e qui è la base della civiltà di oggi e di domani. Qualcuno affaccia preoccupazioni per l'avvenire e pensa a catastrofi e distruzioni. Anche in questo siamo informati. La fine del mondo è descritta nei suoi particolari nello stesso Vangelo. Perciò il nostro dovere è di essere fiduciosi nella parola del Signore, di essere fedeli al suo insegnamento, di trasmettere con serenità alle generazioni future, a molte e molte generazioni, questi medesimi fondamenti di vita e di speranza.

2 agosto 2020

XVIII Domenica del T.O.

Sant'Eusebio,
San Pietro Giuliano Eymard,
Santo Stefano I

Non di solo pane vivrà l'uomo,
ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio.

Mt 4,4b

    Versione ridotta    Misteri luminosi

Dal libro del profeta Isaìa Is 55,1-3

Così dice il Signore: «O voi tutti assetati, venite all'acqua, voi che non avete denaro, venite; comprate e mangiate; venite, comprate senza denaro, senza pagare, vino e latte. Perché spendete denaro per ciò che non è pane, il vostro guadagno per ciò che non sazia? Su, ascoltatemi e mangerete cose buone e gusterete cibi succulenti. Porgete l'orecchio e venite a me, ascoltate e vivrete. Io stabilirò per voi un'alleanza eterna, i favori assicurati a Davide».

Salmo Responsoriale Sal 144 (145)

R Apri la tua mano, Signore, e sazia ogni vivente.

Misericordioso e pietoso è il Signore,
lento all'ira e grande nell'amore.
Buono è il Signore verso tutti,
la sua tenerezza si espande su tutte le creature.

Gli occhi di tutti a te sono rivolti in attesa
e tu dai loro il cibo a tempo opportuno.
Tu apri la tua mano
e sazi il desiderio di ogni vivente.

Giusto è il Signore in tutte le sue vie
e buono in tutte le sue opere.
Il Signore è vicino a chiunque lo invoca,
a quanti lo invocano con sincerità.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani Rm 8,35.37-39

Fratelli, chi ci separerà dall'amore di Cristo? Forse la tribolazione, l'angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada? Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori grazie a colui che ci ha amati. Io sono infatti persuaso che né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, né altezza né profondità, né alcun'altra creatura potrà mai separarci dall'amore di Dio, che è in Cristo Gesù, nostro Signore.

Dal Vangelo secondo Matteo Mt 14,13-21

In quel tempo, avendo udito [della morte di Giovanni Battista], Gesù partì di là su una barca e si ritirò in un luogo deserto, in disparte. Ma le folle, avendolo saputo, lo seguirono a piedi dalle città. Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, sentì compassione per loro e guarì i loro malati. Sul far della sera, gli si avvicinarono i discepoli e gli dissero: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare». Ma Gesù disse loro: «Non occorre che vadano; voi stessi date loro da mangiare». Gli risposero: «Qui non abbiamo altro che cinque pani e due pesci!». Ed egli disse: «Portatemeli qui». E, dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull'erba, prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli, e i discepoli alla folla. Tutti mangiarono a sazietà, e portarono via i pezzi avanzati: dodici ceste piene. Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini.

La Riflessione

L’amore di Dio, il pane che sazia ogni vivente.

La liturgia della Parola di questa domenica invita a riflettere sul tema dell’abbondanza e della gratuita.
La prima lettura, tratta dal libro del profeta Isaia, parte dal bisogno di mangiare e di bere, necessita primarie dell’uomo, per far luce sul modo di operare di Dio: si gioisce e si ringrazia di quanto il Signore opera perché si è invitati senza “obbligo” di restituire.
Alla prima lettura fa eco il vangelo di Matteo, nel quale il Maestro è dipinto con un duplice volto: da una parte Gesù, vedendo le folle, ne prova compassione e si rende disponibile ad ascoltare le loro esigenze; dall’altra si mostra come Colui che dà loro da mangiare, offre nutrimento per un popolo in cammino.
La seconda lettura invita la comunità credente a non temere nulla perché nulla può separarci dall’amore di Cristo. È lui che ci rivela il volto amorevole del Padre, lui che ci dona lo Spirito, lui che è la salvezza del mondo.
C’è, in questo senso, una chiara complementarità con quanto ci fa cantare il Salmo 144: l’invito e ad avere anche noi un cuore grande, ad essere attenti alle sofferenze altrui, perché possiamo costruire un’autentica comunità nell’amore di Dio.